L’ecosistema marino è tra i più minacciati dall’impatto umano: un gruppo di imprese si impegna a finanziare progetti per eliminare la plastica dagli oceani

Un gruppo di grandi corporation del settore della plastica, dei beni di consumo, della distribuzione al dettaglio, della trasformazione e della gestione dei rifiuti ha costituito l’Alleanza per l’eliminazione dei rifiuti di plastica (Alliance to end plastic waste – AEPW), un’organizzazione non profit che ha l’obiettivo di trovare e finanziare soluzioni per ridurre i rifiuti di plastica nell’ambiente, in particolare quelli che finiscono negli oceani.

La plastica ha cambiato il nostro modo di vivere migliorando gli standard di vita, l’igiene e la nutrizione in tutto il mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma questa evoluzione ha parallelamente reso la plastica usata una delle maggiori sfide per l’ambiente a livello globale.

Per questo 30 aziende, tra cui colossi come BASF, Henkel, P&G, Shell, Exxon Mobil, Total, Veolia e Eni, si sono impegnate a investire 1,5 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni su quattro direttrici di intervento che interessano tutta la catena produttiva della plastica:

  • Infrastrutture per la gestione integrata dei rifiuti nelle grandi aree urbane, in particolare nei pressi dei grandi fiumi
  • Tecnologie che riducano al minimo i rifiuti rendendo più semplice il riciclo e il riuso della plastica
  • Coinvolgimento dei governi e delle comunità per diffondere la cultura del riciclo e ridurre l’uso della plastica usa e getta
  • Pulizia delle aree in cui si concentra il problema dei rifiuti di plastica, in particolare i grandi fiumi che ne trasportano enormi quantità dall’entroterra al mare (il 90% della plastica che raggiunge il mare è trasportata da soli 10 fiumi e più della metà della dispersione di plastica proviene da soli 5 paesi: Cina, Indonesia, Filippine, Vietnam e Thailandia).

“Per affrontare il problema dei rifiuti di plastica nell’ambiente serve la partecipazione e l’impegno a lungo termine di tutta la società, compresi i consumatori, i produttori, gli sviluppatori di tecnologie, la comunità finanziaria, il governo e la società civile. Nessun paese, azienda o comunità può risolverlo da solo”
– Antoine Frerot – Ceo di Veolia

Gli aderenti sono tra gli attori principali del mercato della plastica e dichiarano di volersi impegnare per modificare i meccanismi che trasformano i loro prodotti in una delle maggiori cause di inquinamento dei mari e degli oceani.
L’elemento di novità espresso dagli obiettivi dell’Alleanza è di intervenire sull’intero ciclo di vita del prodotto plastica, in un’ottica che predilige il riuso e il recupero del valore della plastica usata all’interno di processi di economia circolare.

Dare nuova dignità alla plastica post-uso è certamente molto ambizioso per le imprese promotrici dell’Alleanza che dalla produzione di plastica generano i propri ricavi: sarà dunque importante monitorare l’autenticità e l’efficacia di questa iniziativa per sgombrare il campo dal greenwashing e attestare un cambio di business model significativo.

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