Investitori e sostenibilità: attraverso l’engagement possono essere motore di cambiamenti significativi nelle imprese

La finanza gioca un ruolo fondamentale nell’economia e ugualmente decisivo è il contributo che può dare allo sviluppo sostenibile promuovendo buone pratiche nelle aziende oggetto di investimenti.

L’engagement è una delle strategie di investimento responsabili in cui gli investitori, intesi come asset manager o fondi pensione, si relazionano in maniera strutturata con l’azienda di cui sono azionisti per monitorare gli aspetti ambientali, sociali e di governo societario (ESG – Environmental, Social, Governance) e fare proposte specifiche per migliorarne il profilo di sostenibilità.

L’engagement prevede diverse attività: l’investitore, che può agire da solo o in coalizione con altri, prima individua le aree di rilevanza o “materiali” (diverse per ciascuna impresa, spesso comuni a livello settoriale) e gli ambiti di miglioramento, poi instaura un dialogo con l’impresa su questi temi proponendo iniziative in tal senso (soft engagement). Se le attività soft non hanno condotto a una reazione positiva nell’impresa chi fa engagement può decidere di agire direttamente nelle assemblee degli azionisti esercitando il diritto di voto o optare per il disinvestimento (hard engagement).
Nella pratica dell’engagement il disinvestimento è raro e considerato alla stregua di “ultima ratio”: se l’investitore decide di disinvestire smette di essere azionista e perde la possibilità di fare engagement mentre il suo interesse principale è mantenere la propria influenza sull’impresa esercitando un ruolo attivo nell’indirizzarla verso pratiche di sostenibilità.

Negli ultimi anni l’engagement ha aumentato la propria diffusione in Europa come strategia di investimento responsabile crescendo del 14% rispetto al 2015 (immagine – fonte: Report Eurosif ) e questo dato testimonia il sempre maggiore impegno degli investitori a interfacciarsi direttamente con le aziende presenti nei portafogli. Gli investitori si stanno dunque indirizzando sempre più verso comportamenti attivi (engagement e integrazione ESG) maggiormente efficaci in termini di impatto rispetto alla strategia di esclusione (che rimane dominante in termini di asset ma in calo del 7%)

La grande azienda oggetto di engagement da parte degli investitori può a sua volta “ingaggiare” un dialogo costruttivo con i propri fornitori, per promuovere lungo tutta la catena produttiva le iniziative di sostenibilità. E’ questo un modo per coinvolgere, stimolare e accompagnare le PMI che fanno parte della filiera verso un percorso virtuoso.

Lo sviluppo sostenibile ha bisogno di investitori responsabili e di capitali utili che stimolino le imprese a realizzare iniziative concrete per migliorare il proprio impatto sull’ambiente, restituire valore alla comunità in cui operano e valorizzare al meglio le persone.

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